Dal seme alla tavola, così Casa Marrazzo preserva il San Marzano DOP

Le conserve di Casa Marrazzo: espressione di qualità ed ecosostenibilità con imballaggi riciclabili
Le quantità limitate, essendo un prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta), non ne consentono la trasformazione su larga scala

«Mio nonno Pasquale già conduceva un’azienda ortofrutticola; successivamente, mio padre fondò, nel lontano 1934, un’azienda davvero artigianale. Ci ha lasciato una sorta di testamento strategico, che recita così: per mantenere sempre alta la qualità dei prodotti di nicchia non dovete fare grossi numeri».

A dirlo, a Fresh Plaza, è Teresa Marrazzo, titolare insieme al fratello Gerardo dell’azienda Casa Marrazzo, che dall’agro nocerino-sarnese porta tutto il gusto della bontà autentica nelle case degli italiani e sulle tavole dei ristoranti.

«L’artigianalità nel trasformare prodotti di nicchia rende il prodotto unico e l’imprenditore diventa specialista settoriale. Il San Marzano è un pomodoro così delicato, che i processi avanzati della grande industria possono distruggerlo facilmente, rischiando che non arrivi nemmeno alla cernita», spiega.

Le quantità limitate, essendo un prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta), non ne consentono la trasformazione su larga scala. «Il San Marzano è un’eccellenza per trasformatori artigiani, per coloro che ancora danno importanza alla manualità e alla cultura del prodotto stesso», aggiunge Teresa.

Il Pomodoro San Marzano Dop dell’Agro Sarnese-Nocerino presenta il colore rosso tipico della varietà, una forma allungata, una ridotta quantità di semi, una cuticola facilmente pelabile e un sapore tipicamente agrodolce. Quello lavorato e inscatolato da Casa Marrazzo è proveniente da Sarno, e precisamente dai campi dell’azienda Fasolino Domenico Srl, unico fornitore delle materie prime utilizzate da Casa Marrazzo.

«Siamo l’unica azienda a produrre un sugo pronto di pomodoro pelato dell’Agro Sarnese Nocerino DOP in formato vetro da 314 gr e 1 Kg, che destiniamo per il mercato statunitense. Un prodotto dagli ingredienti semplici: pomodoro, basilico, cipolla di Tropea, aglio e olio extravergine d’oliva», afferma la titolare.

La linea dei sughi pronti è disponibile in tre gusti: Napoli (sapore di ragù senza carne), Sugo di pomodoro pelato lungo giallo e Sugo di Pomodoro San Marzano Dop arricchito con aglio e cipolla di Tropea.

Naturalmente il pomodoro viene raccolto e lavorato in estate, seguendo una stagionalità che è sinonimo di qualità. «Nell’ordine, da gennaio lavoriamo finocchi e cavolfiore e, a seguire, i broccoli friarielli, il broccolo aprilatico di Paternopoli (broccolo primaverile Presidio Slow Food che trasformiamo in crema per pizzerie gourmet), e patate novelle. Con l’arrivo del bel tempo è la volta di peperoni rossi e gialli, carciofi (arrostiti, a spicchi, al naturale, grigliati e alla romana e trasformati in sottoli). In estate arrivano pomodoro, mele annurche, albicocche e pesche per la lavorazione in frutta sciroppata e confetture».

«I nostri clienti – conclude Teresa – ci chiedono ricette particolari tipo la crema di pomodoro apriratico o il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio essiccato, uno dei prodotti più antichi e tipici dell’agricoltura campana. Più in generale, cresce l’attenzione del consumatore verso i prodotti provenienti da luoghi attenti nella coltivazione di alimenti a residuo zero, non contaminati dalla presenza di microtossine, il più possibile naturali, se non biologici».

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