Casa Marrazzo riparte con grinta dopo il lockdown, i titolari: «L’agroalimentare è forte ma occorre rilancio turistico»

Casa Marrazzo intervista sul settore agroalimentare dopo il lockdown
«Il territorio italiano è estremamente ricco e variegato va quindi sostenuto e rilanciato iniziando per l’appunto dal comparto turistico poiché attraverso il turismo portiamo la nostra cultura nel mondo», ha detto Gerardo Marrazzo

«In questo periodo di difficoltà che tutti noi stiamo attraversando anche il consumo si è capovolto».A dirlo è Gerardo Marrazzo che con la sorella Teresa porta avanti Casa Marrazzo 1934.

Infatti, se molti settori hanno subito un calo, il settore agroalimentare non ha accusato le stesse difficoltà. Anzi, l’azienda di Pagani, orgoglio del Made in Italy, ha dovuto fronteggiare il “problema” delle consegne, vista la grande mole di ordini.

Ma l’e-commerce di Casa Marrazzo ha saputo reggere il flusso di ordini continui: Gerardo studia ogni giorno per implementare la ricerca, elaborando strategie per sostenere le richieste di mercato senza sottrarre tempo alle lavorazioni di prodotto. Attenzione è rivolta anche alla strategia di comunicazione a livello social, così da poter essere presente e vicina proprio a tutti. Naturalmente, per fare tutto questo, l’azienda ha esteso il personale adeguando la busta paga.

Un periodo, quello del post-lockdown, che ha spinto Casa Marrazzo a reinventarsi: nella ferma volontà di stare sempre più a fianco alle famiglie, ha sviluppato i “kit di materia prima” per una rieducazione alimentare. Questi kit saranno immessi a breve nel mercato e composti da: pomodoro pelato, lievito madre liofilizzato e una ricetta per la pizza fornita da Ciro Salvo di 50 Kalò.

Tutto ciò non annulla il timore che il mercato possa andare verso il cheap, vista la crisi economica a livello internazionale. La domanda fondamentale che Gerardo Marrazzo, da imprenditore, si pone è se gli affezionati al Made in Italy continueranno a stimare il prodotto italiano: il 70% dei consumatori di Casa Marrazzo, infatti, è straniero.

Di una cosa è certo: il mercato italiano dovrà essere in grado di farsi rispettare, soprattutto a livello di decisione dei prezzi. Adeguarsi al cheap sarebbe una sconfitta. I prodotti italiani si contraddistinguono per la qualità indiscussa e ciò che è importante è non dissipare la loro forte identità. Il mangiar bene e sano salverà i produttori italiani.

«Il territorio italiano è estremamente ricco e variegato va quindi sostenuto e rilanciato iniziando per l’appunto dal comparto turistico, poiché attraverso il turismo portiamo la nostra cultura nel mondo. In tutto il mondo c’è un po’ di Italia e siamo ad un livello superiore naturalmente e senza sforzi eccessivi. Quello che è un po’ carente è il sistema paese», ha detto Gerardo a Thomas Matisse di Viacolbento.