A Parigi la pizza di Gennaro Nasti è gourmet, ma conserva la tradizione con il made in Italy dei prodotti Marrazzo

A Parigi la pizza di Gennaro Nasti è gourmet
La pizza di Nasti è gourmet, ma mantiene la tradizione con la scelta degli ingredienti, abbinati in modi originali e imprevedibili, ma provenienti molto spesso dall’Italia. È il caso delle Conserve Marrazzo, che garantiscono al pizzaiolo un gusto e una genuinità Made in Italy

Ha conquistato la Francia il pizzaiolo Gennaro Nasti, chef napoletano e mago dei lieviti, al secondo gradino del podio nella classifica 2019 di 50 “Top Pizza” con il parigino Bijou (il primo è Ciro Salvo con 50 Kalò London).

La pizza di Nasti è gourmet, ma mantiene la tradizione con la scelta degli ingredienti, abbinati in modi originali e imprevedibili, ma provenienti molto spesso dall’Italia. È il caso delle Conserve Marrazzo, che garantiscono al pizzaiolo un gusto e una genuinità Made in Italy.

Accanto alle classiche Napoletane al forno a legna, tra cui un’eccellente Margherita e una buonissima Marinara, ci sono le “Creative”, come la celebre pizza allo champagne.

Gennaro Nasti a Parigi presenta la pizza Gourmet con ingredienti di Casa Marrazzo

In tutte le sue pizze, ma anche negli altri piatti preparati da Bijou, naturalmente, vengono utilizzati i prodotti più esclusivi di Casa Marrazzo, come il Pomodorino giallo Ercolano, i Pomodori Pelati San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino DOP, il Piennolo del Vesuvio a pacchetelle DOP, il Broccolo aprilatico di Paternopoli presidio SLOW FOOD, i Pomodori secchi in olio o i Carciofini al naturale.

Nato a Napoli nel 1975, Gennaro trascorre l’infanzia tra il laboratorio di pasticceria del padre e i fornelli del ristorante della mamma, ma è sempre stato attratto dalla lievitazione del pane del forno di fronte alla pasticceria paterna.

La sua curiosità e la fame di conoscenza lo portano presto ad allontanarsi da casa, spingendolo fino in America e varie tappe in Europa fino all’ultimo approdo in Francia, nel 2014.

Nel mezzo ci sono anni di studio, di incontri con maestri, di ricerca e formazione. Una ricerca strenua, senza requie, sulle orme della pizza, che lontano dalla patria d’origine ha progressivamente assunto sembianze diverse, innescando in Gennaro una riflessione sempre più profonda che oggi continua nelle sue due pizzerie parigine, Popine e Bijou.